domenica 27 luglio 2008

"She don't like Gauguin"


Ieri sera festa grande a “Les Allobroges” … beh forse no!
Sono andata a cena fuori con i miei amici mangiaformaggio al solito ristorantino lungo il fiume, dove c’è la musica dal vivo ogni 15 giorni.
Questo “ogni 15 giorni” non l’ho mai capito veramente, visto che di solito, nel mondo dei normali i locali organizzano una serata a settimana, soprattutto durante il periodo estivo. Comunque …
Doveva esserci “l’amico Pedro”, il cantante argentino un po’ matto, con il suo pianista-accompagnatore tutto allucinato, che suona con gli occhi sgranati ed il sorriso a metà strada tra l’imbecille e l’estasiato.
Ma Pedro porompompò ha dato buca all’ultimo momento e al suo posto i proprietari del locale hanno chiamato un duo di chitarre. Due giovanotti un po’ invecchiati, ma bravi e con un bel repertorio rock & blues .
Noi eravamo una bella tavola di nove persone (l’unica spaiata ero io!): gente un po’ matta e très sympa. Mi hanno insegnato tante paroline nuove e non tutte da “ragazza per bene” … ma si sa, quando si è all’estero le cose che si imparano prima sono sempre le parolacce e le parole a “sfondo sessuale”.

La serata non andava male, anche se non c’era molta gente. Accanto al nostro tavolo c’era un gruppetto di quattro signorine che sorseggiavano dell’ottimo bayles mentre gustavano un ricco piatto a base di pesce.
Disgusto allo stato puro!!
I poveri musicisti, dal canto loro, erano disperati: non riuscivano ad animare la serata. In realtà, pur essendo attempati e quindi, credo, con tante esperienze live alle spalle, sembravano impacciati, e il cantante, addirittura, sembrava quasi vergognarsi di cantare al microfono! Tanto che, ad un certo punto, ha iniziato a chiedere se qualcuno tra di noi avesse voluto cantare qualcosa.
Dal tavolo in fondo alla sala si alza il Pizzaiolo e urla (in francese chiaramente): “Lì c’è la chanteuse! Dai Chiara, cantaci qualcosa!”
Sì, perché c’è un piccolo dettaglio da rimarcare: la prima sera che sono uscita da sola a Seyssel, sono andata proprio in quel locale a mangiare. Era la serata karaoke. E dopo che mi ero scolata una bottiglia di rosé (chiaramente offerto dal Boulanger) ho cantato quasi tutta la serata. Ora, visto che qui quando cantano non acchiappano una nota giusta nemmeno se li preghi in aramaico, quando mi hanno sentito cantare è scoppiata l’apoteosi, nemmeno fossi Beyoncé!! Così da quel giorno l’italienne è diventata la chanteuse.
(Da dire, poi, incubo degli incubi, che mi hanno anche dedicato la canzone di Cutugno lasciatemicantarecollachitarrainmano, mentre io per la vergogna più rossa, avrei voluto che la terra si aprisse e mi risucchiasse!!!!!!!!!!!!!!!!)

Comunque, ritornando a noi.
Dopo la proposta di cantare, ho gentilmente declinato l’invito, cercando di nascondere il rossore che si stava impadronendo delle mie guance. Così hanno proseguito da soli, i poveri rocker timidi, cercando di cantare canzoni più popolari.
E ad un certo punto è partita Cocaine di Clapton. Al mio tavolo il delirio… La cosa più assurda, però, era che non azzeccavano una e dico una parola della canzone! Persino “cocaine” è diventata misteriosamente una cosa tipo “oché”! Io ero sconvolta!

Così mi sono ricordata di quando andavo al liceo e la mia professoressa di storia dell’arte, che tra l’altro era pure giovane (e per questo imperdonabile) mentre ci stava parlando di Gauguin, disse: “E poi conoscete la canzone di Eric Clapton? Quella che fa she don’t LIKE GAUGUIN? Beh quel Gauguin è proprio il nostro”. (!?!?!)
ASSURDO! … cioè, secondo lei la canzone parlava di qualcuna a cui non piaceva la pittura di Gauguin!!!!!!!!!!!
Ora… posso anche chiudere un occhio sul fatto di capire “like” al posto di lie, (sicuramente non sapeva un’acca di inglese)……….. ma scambiare COCAINE con GAUGUIN è CATASTROFICO!!!!!!!!!
Ma come si fa?

Dopo essermi risvegliata da questi tragicomici ricordi, siamo andati via per traslocare al Richmond, lasciando nel panico il povero duo.
Lì, dopo fiumi di liquore, la serata è finita con gavettoni d’acqua e ghiaccio nelle mutande-pantaloni-reggiseni-maglie, tanto per tenere sveglio tutto il borgo!

Unico difetto della serata: se tutti loro erano ebbri, io ero sobrissima; avevo bevuto poco, anzi pochissimo!
Mi sto preoccupando… non è che mi sono disintossicata?
Vedremo ad agosto, quando torno a Valle Agricola…

… a pensarci bene credo proprio che non durerà!

(Sorry mama!)

2 commenti:

  1. non ti preoccupare...te la farò ritornare io la voglia di sconvolgere le regole!

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  2. Luca tuo fratello29 luglio 2008 22:00

    chià...come posso farti capire come sto ridendo???
    (buhahaha va bene??)
    (aaaaaaaaaaahahahaaaaaaaaaaaahaha no???)
    gauguin è fenomenale...occhè pure...ma la tua Seysell (o come si dice) e dunque i suoi abitanti...deve essere una figataaaaaaaaaaaaa!!!!

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